La DeTomaso Pantera, nata da una miscela unica di potenza americana e design italiano, rimane un veicolo iconico. Questo modello del 1971, attualmente elencato su Bring a Trailer, esemplifica lo spirito iniziale di questa vettura innovativa. Ricorda un’epoca in cui la potenza pura incontrava un’estetica raffinata e ispirava persino una band heavy metal.
Le origini dei Pantera: una collisione di culture
Alejandro de Tomaso, il fondatore del marchio di origine argentina, cercò di costruire auto ad alte prestazioni che non fossero vincolate dalle limitazioni europee. Dopo che i disordini politici lo costrinsero a lasciare l’Argentina, fondò la DeTomaso Automobili a Modena, in Italia. I suoi primi successi, come la leggera Vallelunga con il suo motore a quattro cilindri di origine Ford, gettarono le basi per qualcosa di più audace.
La Mangusta, con la sua carrozzeria Ghia e il V-8 da 4,7 litri, rappresentò un significativo passo avanti. Tuttavia, la Pantera consoliderebbe davvero il posto di DeTomaso nella storia automobilistica. Ciò era in gran parte dovuto a una partnership strategica con Ford, che consentiva di vendere la Pantera attraverso i concessionari Lincoln-Mercury. All’inizio degli anni ’70 furono prodotte oltre 6.000 unità, rendendola un’auto esotica relativamente accessibile.
Da Elvis all’heavy metal: i Pantera nella cultura pop
Il fascino della Pantera non si limitava al mondo automobilistico. Si infiltrò rapidamente nella cultura popolare, diventando un simbolo di velocità e ribellione. È noto che Elvis Presley sparò alla sua Pantera quando non si avviava e il veicolo ora risiede nel Petersen Automotive Museum a testimonianza della sua leggenda. La leggenda dell’hockey Tim Horton morì tragicamente in un incidente con la Pantera, mentre un modello rosso deteneva per un certo periodo il record di velocità su un circuito di prova giapponese.
In particolare, il nome “Pantera” è stato adottato dall’omonima band heavy metal americana. I fondatori trassero ispirazione dallo stile aggressivo e dalla potenza pura dell’auto: una scelta adatta per un gruppo che trasmetteva musica brutale e inesorabile.
Questo esempio del 1971: una miscela di originalità e raffinatezza
L’auto all’asta è un esempio ben conservato del primo modello Pantera. Pur mantenendo il suo carattere principale, presenta sottili aggiornamenti come i sedili della Porsche 914 per un maggiore comfort e gli specchietti laterali in fibra di carbonio. L’originale Cleveland V-8 da 351 pollici cubici, valutato a 310 cavalli, abbinato a un cambio manuale a cinque velocità, garantisce che questa Pantera offra ancora le prestazioni attese dalla sua stirpe.
La recente manutenzione include una nuova pompa del carburante, un lavaggio del liquido refrigerante, guarnizioni del collettore di scarico e una coppa dell’olio, suggerendo che questo veicolo è pronto per l’uso immediato. La vernice rossa e le ruote Campagnolo da 15 pollici completano le linee classiche dell’auto. Tuttavia, i potenziali acquirenti dovrebbero tenere presente che manca il portabagagli: un’omissione pratica data la vicinanza del motore al vano posteriore.
La rinascita di un classico senza tempo
Con solo 18.000 miglia e decenni trascorsi in rimessaggio, questa DeTomaso Pantera del 1971 rappresenta una rara opportunità di possedere un pezzo di storia automobilistica. È la testimonianza di un’epoca in cui lo stile italiano incontrava la forza americana, creando un’auto che continua ad affascinare gli appassionati oggi. La Pantera non era solo un veicolo; era una dichiarazione, un’icona culturale e un simbolo di potere sfrenato che continua a risuonare sia tra i collezionisti che tra gli appassionati.
