Il capo del design di Audi, Massimo Frascella, ha apertamente criticato l’ossessione dell’industria automobilistica per i touchscreen di grandi dimensioni, segnalando un ritorno verso materiali di qualità superiore e controlli tradizionali nei modelli futuri. La mossa arriva mentre le case automobilistiche sono alle prese con le preferenze dei consumatori e le pressioni sui costi che hanno portato a interni sempre più digitali, spesso più economici.
Il problema del sovraccarico dello schermo
Per anni, gli interni delle auto sono stati dominati dagli schermi, spinti in parte dalla massiccia domanda del mercato cinese di “veicoli connessi e basati sull’intelligenza artificiale”. Le case automobilistiche hanno risposto sostituendo pulsanti e quadranti fisici con sistemi di infotainment, spesso semplificando la produzione ma a scapito della qualità tattile.
Questa tendenza non è casuale: gli schermi sono più economici da produrre rispetto ai controlli fisici su misura. Il risultato è un mare di plastica nera lucida in molti veicoli di lusso, in diretta contraddizione con le aspettative premium. Anche la Volkswagen, la casa madre di Audi, riconosce che gli interni del passato erano realizzati meglio.
La nuova direzione dell’Audi
Frascella sostiene che “i grandi schermi non sono la migliore esperienza… è la tecnologia fine a se stessa”. Il veicolo Concept C dell’azienda incarna questa filosofia: il suo display centrale è ridimensionato a 10,4 pollici e può essere retratto nel cruscotto, ricordando il design Audi del decennio precedente.
L’obiettivo è ripristinare il “clic Audi”: la soddisfazione tattile di abitacoli ben costruiti con parti metalliche precise. Frascella enfatizza un “mix di digitale e analogico”, dando priorità sia alla funzionalità che alla qualità percepita.
Il panorama competitivo
Mentre Audi si allontana dal dominio sullo schermo, Mercedes-Benz abbraccia l’approccio opposto. Il capo del design uscente Gorden Wagener difende i display di grandi dimensioni, sostenendo che soddisfano le esigenze di intrattenimento e distinguono gli interni. Ha addirittura liquidato la Concept C dell’Audi definendola “come se fosse stata progettata nel 1995”, evidenziando le filosofie divergenti.
Audi, tuttavia, rimane concentrata sulla sua tabella di marcia interna. Si prevede che la Concept C influenzerà i modelli a partire dal 2027, mentre la prossima generazione Q7 e Q9 manterranno inizialmente l’attuale linguaggio di design. Frascella, nominato Chief Creative Officer nel giugno 2024, determinerà completamente la direzione futura di Audi con l’arrivo dell’auto sportiva elettrica il prossimo anno.
Il costo della qualità
Lo spostamento verso materiali di prima qualità e controlli fisici potrebbe significare prezzi più alti per i consumatori. Una migliore vestibilità e finitura aumentano inevitabilmente i costi di produzione. Tuttavia, Audi deve differenziarsi dal marchio VW, che sta reintroducendo anche i pulsanti e aggiornando i materiali.
In definitiva, la domanda è se gli acquirenti pagheranno un sovrapprezzo per un’esperienza interna più raffinata. Se è così, la mossa di Audi potrebbe stabilire un nuovo standard nel design automobilistico di lusso.
La decisione di Audi riflette la crescente consapevolezza che la tecnologia dovrebbe migliorare, e non definire, l’esperienza di guida. Il ritorno alla qualità tattile e ai materiali premium può rivelarsi un vantaggio decisivo in un mercato competitivo.
